Orto in primavera? Ovvero: vuoi farti trovare pronto per quando sarà il momento della semina o del trapianto degli ortaggi primaverili?

Sai cosa devi fare per la preparazione del terreno? Come concimare l'orto? E, soprattutto, quale concime naturale per piante è meglio utilizzare?

In questo articolo vogliamo fornirti qualche utile consiglio, partendo dal presupposto che i mesi di febbraio e marzo sono i più indicati per svolgere quelle attività necessarie a farsi trovare pronti.

Si tratta di preparare piccole superfici di terreno con lavorazioni e prodotti specifici che possano aiutarci ad ottenere una resa migliore.

Vediamo quali.

 

 

Vangatura del terreno e utilizzo del compost biologico

Ecco il nostro primo consiglio: approfittate dei giorni di febbraio e di marzo per procedere alla vangatura dell'orto.

Che cos'è la vangatura e come si fa?

La vangatura consiste nel rivoltare le zolle del terreno grazie all'uso, appunto, di una vanga. Individuate una porzione rettangolare di terreno e, per fare un lavoro preciso, delimitatela utilizzando quattro picchetti e corda tesa a un centimetro dal suolo.

Per vangare bisogna infiggere la lama della vanga nel terreno facendo pressione con un piede sulla parte alta della lama stessa o, se presente, sul vangile. Si tratta di una staffa ancorata alla parte bassa del manico.

Si procede così da sinistra verso destra del lato corto del rettangolo, realizzando un primo solco e accantonando in un apposito contenitore, ad esempio una carriola, il terreno rimosso.

Solo in seguito inizia la vangatura vera e propria. Si riprende dando le spalle alla porzione di terreno da lavorare, vangando da destra verso sinistra. Con la vanga si sollevano le zolle e si posizionano nel solco che abbiamo davanti, dopo averle fatte rotare di 180 gradi.

In questo modo, erba presente sul terreno e concime biologico eventualmente sparso sul suolo (vedi dopo) finiscono interrati, concimando dunque dal fondo le piante.

Un accorgimento: dopo aver rivoltato la zolla è consigliabile colpirla un paio di volte utilizzando il taglio della lama della vanga per sminuzzarla.

In definitiva, procedendo come sopra descritto, bisogna sempre riempire un solco creandone uno nuovo. Solo arrivati alla fine del rettangolo posizioneremo nell'ultimo solco il terreno asportato all'inizio e messo da parte.

Lavoro fatto!

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Vangatura del terreno: quali sono i vantaggi?

Smuovere in questo modo il terreno è un lavoro forse faticoso, ma estremamente necessario per preparare il suolo in vista della semina o del trapianto. La vangatura, che interessa uno strato superficiale di circa 30 centimetri, è funzionale al miglior sviluppo delle coltivazioni.

Un terreno rivoltato in zolle avrà una struttura tale da consentire alle radici delle nostre piante di diffondersi con più facilità. Inoltre, sarà facilitato anche il movimento di aria e acqua.

Questi sono gli altri vantaggi che derivano da una vangatura:

 

  • I microrganismi si riattivano
  • La vegetazione infestante viene eliminata
  • Le concimazioni sparse sul terreno vengono interrate.

La vangatura è considerata una lavorazione manuale tradizionale per la preparazione di piccole superfici di terreno da adibire ad orto. Ma il procedimento è valido anche per il giardinaggio.

È quindi l'operazione che precede la semina o il trapianto. È stimato che un operatore abituato a questa lavorazione possa impiegare circa 5 ore per vangare una superficie di 100 metri quadrati.

Per porzioni di terreno molto estese, questa operazione è affidata all'utilizzo di mezzi meccanici ed è definita aratura.

 

 

Rigenerare il terreno con prodotti biologici

Come detto nel paragrafo precedente, smuovere lo strato superficiale è già un ottimo primo passo per rigenerare il terreno che vogliamo coltivare.

In vista della semina o dell'impianto degli ortaggi è però necessario aggiungere del fertilizzante. Ovvero, sostanze nutritive che arricchiranno la terra, migliorandone la composizione, la struttura e soprattutto reintegrando gli elementi sottratti dalle piante.

Gli elementi nutritivi principali di cui hanno bisogno le piante dell'orto sono:

  • Azoto
  • Fosforo
  • Potassio.

In aggiunta a questi tre, altri elementi fondamentali sono:

 

  • Calcio
  • Ferro
  • Zinco.

Ora vogliamo proporti un approfondimento. Da una parte ti parleremo di come fertilizzare il rettangolo vangato di cui abbiamo parlato finora, seguendo la linea della lavorazione tradizionale.

Dall'altra parte voglio proporti una lavorazione non tradizionale, ma che si avvale comunque di un fertilizzante naturale e biologico.

In entrambi i casi si tratta di operazioni che bisogna svolgere prima di smuovere il terreno come ti abbiamo spiegato in precedenza.

Fertilizzare il terreno nella lavorazione tradizionale

Prima di procedere alla vangatura è consigliabile spargere sul nostro rettangolo delimitato un fertilizzante naturale.

Questo, durante il procedimento di capovolgimento delle zolle, finirà al di sotto della superficie del terreno, sempre nel limite dei 30 centimetri circa. Stiamo dunque parlando di un cosiddetto concime da fondo.

In questa categoria, sono particolarmente indicati:

 

  • Letame o stallatico
  • Compost
  • Humus.

Questi sono soltanto i principali, intesi come i più diffusi ed utilizzati. Ma ci sono molte altre sostanze naturali utilizzabili per fertilizzare.

Una rapida elencazione di scarti naturali comprende la cenere prodotta dalla legna da ardere o i fondi di caffè.

Nell'ambito delle deiezioni e degli scarti animali troviamo guano, pollina, cornunghia (macinazione ed essiccazione di corna e zoccoli, generalmente bovini) e farine di sangue o di ossa.

Una Lavorazione non tradizionale, ma biologica e naturale

I progressi registrati in conseguenza di approfonditi studi svolti negli ultimi anni hanno condotto alla definizione di tecniche agricole che si discostano da quelle tradizionali.

Un allontanamento che di certo non interessa l'utilizzo di prodotti naturali e biologici per fertilizzare i campi. E questo vale sia per grandi appezzamenti che per semplici orti casalinghi.

L'innovazione riguarda invece più che altro la tecnica di lavorazione del terreno, nella convinzione, suffragata da dati scientifici, che più si tocca il suolo e peggio è.

L'importante è non andare oltre la lavorazione dello strato superficiale (30 centimetri) e fertilizzare con prodotti naturali e biologici come GEA SUOLO. Ovvero un prodotto che, in un'unica soluzione, stimola, rigenera e fertilizza il terreno.

In un piccolo orto, come quello scelto ad esempio in questo articolo, basterà effettuare un trattamento in maniera preventiva, subito prima di vangare, e si ripeterà lo stesso dopo una settimana.

Questi i benefici che sarà possibile apportare all'orto:

 

  • Arricchimento della microflora
  • Corretta degradazione della sostanza organica
  • Stimolo alla biodiversità
  • Rigenerazione della popolazione microbica
  • Controllo biologico dei batteri patogeni tellurici
  • Incremento della germinazione dei semi
  • Sviluppo delle microradici, delle fioriture e della pigmentazione dei fiori.

Il tutto, dunque, si traduce in una migliore resa del prodotto, sia qualitativa che quantitativa. Che è poi l'obbiettivo finale di ogni fertilizzazione. Ma, in questo caso, senza l'utilizzo di prodotti chimici.