Concime chimico o concime biologico?

Questa è una domanda per la quale, forse, non esiste una risposta netta. Piuttosto pensiamo sia utile contribuire a dare elementi utili a farsi un'opinione e, semmai, arrivare alla risposta migliore per le proprie esigenze. Soprattutto se queste ultime collimano con quelle della natura.

Sono molti, di anno in anno, gli allarmi che vengono lanciati da istituzioni di settore sull'utilizzo massiccio di prodotti di sintesi in agricoltura, in particolare per i pesticidi.

Di contro, è possibile registrare una tendenza al ritorno a tecniche di coltivazione naturali, biologiche. Ovvero, in definitiva, c'è una fetta sempre crescente di consumatori che chiede al mercato prodotti coltivati in modo tale da garantire la propria salute e il rispetto della natura.

Procedendo con ordine, volgiamo provare a capire con te il “mondo concime” partendo da elementi utili a compiere le prime distinzioni.

 

Concimi: macroelementi e microelementi

Prima di affrontare il tema della classificazione dei concimi è bene chiarire un aspetto fondamentale.

Qualsiasi concime, di una qualsiasi delle classificazioni che vedremo in seguito, contiene elementi chimici considerati utili alle piante. Se ne potrebbe concludere che tutti i concimi sono chimici, salvo tenere in contro la circostanza per la quale, per convenzione, come concimi chimici sono intesi quelli prodotti industrialmente e frutto di processi di sintesi (vedi dopo: concimi minerali).

Le sostanze chimiche presenti nel suolo e utili alle piante sono suddivise in Macroelementi e Microelementi.

Macroelementi

    1. Azoto (Simbolo chimico: N)

      È il macroelemento presente nel suolo che maggiormente influisce sul livello produttivo della coltura. Influisce in maniera decisiva sulla crescita della pianta, in particolare sulle foglie e sulle parti verdi.

 

    1. Fosforo (Simbolo chimico: P)

      Essenziale in particolare per i fiori della pianta, è comunque indispensabile per tutti i processi fondamentali del metabolismo. Velocizza la maturazione, ha effetti sull'aspetto dei frutti e favorisce il diffondersi delle radici.

 

  1. Potassio (Simbolo chimico: K)

    Questo macroelemento facilita l'assorbimento dell'acqua. Inoltre, fortifica la pianta, che reagirà meglio alle temperature basse e agli attacchi parassitari. Altra importante funzione, incide sulla sapidità dei frutti, dunque sul loro sapore.

 

Ai macroelementi, elementi principali della fertilità (per definizione diffusa: macroelementi), appartengono anche i mesoelementi o elementi secondari. Sono considerati tali perché in normali condizioni del suolo non hanno effetti sulla resa delle piante, tanto da farli ritenere “apparentemente non necessari”.

Ai mesoelementi appartengono il calcio, il magnesio, lo zolfo e il cloro.

Microelementi

L'azione delle sostanze chimiche presenti nel suolo e denominate microelementi è sensibilmente limitata rispetto ai macroelementi. Tuttavia il loro ruolo resta fondamentale per la costituzione degli enzimi.

I microelementi svolgono importanti funzioni: dall'attivazione degli enzimi alla riproduzione e fino agli effetti sulla clorofilla e per l'azotofissazione. Più che nei concimi veri e propri, essi sono contenuti in prodotti identificati come ammendanti.

Appartengono ai microelementi:

  • Manganese
  • Ferro
  • Cobalto
  • Rame
  • Boro
  • Molibdeno
  • Zinco

 

La classificazione dei concimi

Chiarito l'aspetto degli elementi chimici che compongono i fertilizzanti possiamo passare alla loro distinzione per classi, soprattutto in chiave merceologica.

Ricordiamo che, in senso generico, ricadono sotto la definizione di concime tutte le sostanze o composti di sostanze impiegate in agricoltura o nel giardinaggio per conferire al terreno elementi nutritivi utilizzabili dalle piante. Questi si aggiungono a quelli che vengono invece prelevati da aria e acqua.

Premettiamo inoltre che esistono diverse classificazioni dei concimi, che possono essere considerate secondarie. Come, ad esempio, nel caso della distinzione sulla base della funzione da essi svolta.

Un'altra classificazione deriva dalla composizione in relazione alla presenza dei macroelementi. Abbiamo dunque concimi semplici, ovvero con un solo elemento tra N, P e K, oppure concimi complessi con solo due (binari) o tutti (ternari) i macroelementi N, P e K.

Concimi organici, minerali (o chimici) e organominerali

La classificazione di riferimento per i concimi è basata sulla loro composizione chimica e sulla presenza o meno del carbonio legato ad uno dei macroelementi.

    • Concimi organici o concimi biologici

      Ricadono in questa importante categoria i concimi prodotti da attività biologica e contenenti carbonio legato a un elemento della fertilità.

      La loro origine biologica è obbligatoria. Questo vuol dire che devono essere frutto di attività animale, vegetale o dell'unione delle due (mista).

 

    • Concimi minerali o concimi chimici

      La loro principale caratteristica, ai fini della classificazione che stiamo trattando, è che sono privi di carbonio.

      Il macroelemento predominante li differenzia a loro volta in concimi azotati, fosforici o potassici.

      Questi concimi possono essere estratti da giacimenti naturali e utilizzati in agricoltura sia direttamente che dopo trattamenti industriali quali la raffinazione o la trasformazione. Lo stesso dicasi anche per trattamenti di prodotti inorganici di origine biologica.

      Sono da considerarsi concimi minerali anche quelli ottenuti per via sintetica.

 

  • Concimi organominerali

    Sono derivati dalla miscelazione o da una reazione di uno o più concimi organici con uno o più concimi minerali.

    Stiamo parlando di una via di mezzo tra le due principali categorie, ideata allo scopo di colmare le lacune di entrambe conservandone i punti di forza.

 

Concimi chimici o concimi biologici? Pro e contro

Secondo una tesi piuttosto diffusa e sostenuta, la concimazione biologica non esclude in automatico la concimazione chimica. E viceversa.

Questo perché, in linea generale, una delle principali differenze tra le due tipologie riguarda i tempi di impiego e, di conseguenza, la modalità di rilascio nel terreno degli elementi nutritivi che contengono.

È importante tuttavia capire quali possono essere le conseguenze per le piante e per l'ambiente dovute a un loro utilizzo non corretto.

Proviamo allora a tratteggiare pro e contro di queste due categorie.

Concimi chimici: pro e contro

Essendo per lo più prodotti in modo da essere costituiti direttamente dai sali minerali di cui necessitano le piante, i concimi chimici presentano subito una importante caratteristica che li contraddistingue.

Essi, infatti, vengono somministrati spargendoli direttamente sul suolo e ceduti ad esso con l'azione dell'annaffiatura. Per questo motivo, rimangono nel terreno per un breve periodo di tempo.

In linea di massima, la loro azione è piuttosto rapida. Ovvero, sono tecnicamente considerati a veloce cessione. Le sostanze nutritive, dunque, sono rapidamente messe a disposizione delle piante.

 

! Gli effetti attesi dalla concimazione chimica sono sostanzialmente indirizzati alle piante piuttosto che al terreno !

 

È per questo motivo che i concimi chimici possono essere utilizzati direttamente nella fase vegetativa e produttiva delle coltivazioni. Il loro utilizzo, dunque, si caratterizza per essere più semplice e i benefici velocemente apprezzabili.

Il rischio principale è che, ovviamente se non utilizzati nelle giuste quantità, possono essere dannosi sia per le piante che per la natura.

Bisogna infatti ricordare che l'azione dell'acqua, dovuta a piogge o ad annaffiature, dilava nel terreno gli elementi nutritivi presenti in eccesso. Dal terreno possono raggiungere ed inquinare le falde acquifere e, da quest'ultime, i fiumi e i mari.

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Concimi biologici: pro e contro

Per loro natura, i concimi biologici vanno mescolati al terreno. O, meglio, alla parte superficiale (parte superficiale: link ad articolo sulla vangatura) del campo che abbiamo intenzione di coltivare.

Si tratta di concimi a lento rilascio, che quindi rimangono nel terreno a lungo.

Il loro utilizzo implica un lavoro preventivo, anche faticoso dove è svolto a mano, da effettuare anche mesi prima della semina o del trapianto.

La composizione dei concimi biologici è solitamente molto variegata. Questo fa sì che migliorino l'impasto del terreno, dunque composizione e struttura, facilitando per altro il propagarsi delle radici delle nostre piante.

 

! Gli effetti attesi dalla concimazione biologica sono sostanzialmente indirizzati al terreno e da esso alle piante !

 

 

Chimico o biologico? Conclusioni

Per quanto sopra scritto, dovremmo concludere che non esiste in forma assoluta un concime migliore dell'altro. Ma, come detto in premessa, esisteranno concimi più o meno adatti alle nostre attese.

È una questione di scelta, dunque, non di quale sia il migliore.

È però ovvio che se il nostro intento è quello di rispettare più possibile la natura, l'ambiente e anche la salute dei consumatori dei nostri prodotti, il biologico dovrebbe sempre essere preferito.

Il biologico è una scelta per noi di Gea Greentech e fa parte della nostra mission aziendale (mission aziendale: link a pagina “azienda”).

Con i nostri prodotti (nostri prodotti: link a Gea Suolo) puntiamo inoltre a sfatare l'assunto per il quale con le tecniche di coltivazione biologiche la resa sia naturalmente più bassa, preferendo la qualità alla quantità.

Puntiamo in sostanza a garantire e aumentare la produttività delle colture e proteggere l’ambiente per coniugare redditività ed ecosostenibilità.